Quando la natura costruisce castelli di sabbia
Lame Rosse – Fiastra (MC)
E’ incredibile come la nostra regione nasconda certi splendidi paesaggi, passando dal mare, alla montagna fino ad arrivare a queste formazioni di sabbia che tanto assomigliano ai torrioni di un castello.
Montagna Fatica e Silenzio
Sono le cinque! Ho appena finito di caricare la macchina con gli zaini, la tenda e tutto quello che occorre a trascorrere un paio di giorni in montagna in completa autonomia. Lì, al Campo Boario, c’è Roby che mi aspetta con il suo materiale, altri due zaini da caricare nel baule della mia Punto Sporting. Per fortuna lui si è tenuto piuttosto leggero e riesco a mettere tutto dietro.
Arco di Trento (Placche Zebrate e Colodri)

Approfittando di un bellissimo fine settimana decidiamo di andare ad arrampicare ad Arco questa volta con il mio amico di cordata di sempre ( Sancho Panza ) M. Cotichelli. L’idea era di fare una via facile alle Placche zebrate. Iniziamo con consultare la guida di Diego Filippi, ma di facili ne sono rimaste poche, le abbiamo gia fatte tutte. La scelta cade su Quadrifoglio una via di M. Brighente ,G. Bogoni e soci. Con Mario e G. Giannetti, di loro, avevamo gia fatto la via Spinelo, mentre con G. Giacomelli avevo fatto Perla bianca, tutte vie di placca dove l’aderenza pura la fà da padrona. La via è stupenda,le difficoltà sono sempre continue, per la gioia delle caviglie. N.B. Una mia personale opinione (senza nulla togliere al 12° tiro) e quella di fermarsi e scendere in doppia dall’undicesimo dato che l’ultimo tiro sopra nel canale erboso è un pò sporco ed è facile scaricare qualche sasso a valle.
Cara Y10
Purtroppo domani la verranno a prendere, ho un gran dispiacere addosso!
Ormai ha i suoi bravi ventuno anni e soli 127000km macinati.
Avrebbe tanto ancora da dare e da dire. Ieri me la sono presa per andare a funghi, e coccolarmela il più possibile. La Y10 di zia (perché è stata per tanti anni la macchina di mia zia Marisa e poi di mia cugina Marta prima di arrivare a casa mia) è stata la macchina in assoluto che mi ha dato più soddisfazioni. E’ stata anche la macchina con cui ho imparato a guidare alla “tenera” età di 32 anni pur avendo la patente da quando ne avevo 19.
Non è che nel frattempo abbia avuto sottomano chissà quante auto, una Uno primo modello, una Punto Sporting primo modello (attuale mezzo di trasporto), la 145 della mia ex, le macchine aziendali usate per lavoro.
Tuttavia ogni volta che penso all’auto con cui mi sono divertito di più, la Y10 è sempre al primo posto.
Un’auto spettacolare. Speciale. All’epoca quando uscì sul mercato rivoluzionò il suo segmento. Bellissima con delle linee avveniristiche, ancora oggi non dimostra la sua età, lussuosa, interni in alcantara, un cambio di una precisione unica… che c’entra non frena e non tiene la strada, ma qualcosa che non va ci deve pur essere, le auto perfette ancora non penso siano state inventate!
Nuova Primavera alla Gola della Rossa
Dopo un periodo di stanca finalmente delle nuove realizzazioni hanno contribuito a rigenarare l’arrampicata in Gola della Rossa.
Alle nuove vie lunghe, vedi La Regola dei F.F. Romagnoli, Bivi della Solitudine di Daniele Moretti al Paretone Oggioni, La Tana del Tanga di Massimo Mosca, Sara 82 di M. Mosca –S. Mosca -G. Giacomelli alla Quinta delle placche,si sono aggiunti alcuni monotiri interessanti.
Di facile accesso e divisi per settore contano già parecchie ripetizioni.
Settore della Quinta delle placche aperto da M.Mosca (maggio giugno 2008)

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Nuovi orizzonti
Emotional landscapes,
They puzzle me,
Then the riddle gets solved,
And you push me up to thisState of emergency,
How beautiful to be,
State of emergency,
Is where I want to be.
Ritorno al passato
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Ci sono fatti o attimi nella nostra vita, che riponiamo in un cassetto della nostra memoria come oggetti superati, fino a che un evento o qualcuno non li riporta alla luce.E’ successo a me lunedi 11 agosto, quando insieme ai fratelli Romagnoli siamo andati a fare lo Spigolo delle Guide.
Avevo fatto questa via insieme al mio amico di cordata da sempre M. Cotichelli nel 1979 e non la ricordavo per niente. Sono rimasto piacevolmente sorpreso dalla logicità e la bellezza dei passaggi.E’ stato come ritornare bambino e scoprire un nuovo giocattolo. Man mano che progredivo, riscoprivo movimenti conosciuti e come mia abitudine (qualcuno dice che sono suonato)mi sono ritrovato a parlare con gli appigli.Negli ultimi tiri quando finalmente ho trovato la luce .. del sole(non della via di Damasco)ho visto la mia ombra che si faceva scudo del mio corpo, mi sono sentito un pò smarrito;”pietra, polvere bianca,ombre” No non si può parlare con un appiglio sporco di magnesite. e come allora, io e lei abbiamo continuato ad arrampicare insieme, la fine della parete era vicina.una spaccata,una lenta ricerca sul bordo del precipizio…….la manetta utile..l’ultimo movimento, finalmente fuori,poi il batti 5 con Paolo che mi assicurava in sosta per ringraziarlo di avermi dato la possibilità di riscoprire una via bellissima
forse una delle più belle classiche del Gran Sasso
I Monti Pallidi
Gruppo del Sella: dal Rifugio Kostner al Piz Boè per la via normale. Discesa per la cresta Strenta.
C’era una volta a Sud delle Alpi un regno, ricco, fortunato e suoi abitanti vivevano tutti felici. Solamente uno, il figlio del re, era tormentato da un ardente desiderio: voleva andare sulla luna.
La scala bianca più famosa delle Alpi: “Biancograt”
“Biancograt” una sottile e sinuosa scala bianca che conduce chi la percorre in cima alla vetta del Bernina, il 4000 più ad oriente delle Alpi. Fu percorsa per la prima volta nel lontano 12 agosto del 1878 da Paul Gussfeldt, lo stesso che dopo 5 anni conquistò la cresta di Peuterey al Monte Bianco. La sua ascensione e qualcosa di emozionante per la sua conformazione e per i scorci che regala sulla cime circostanti.



