Guida Falesie – Gola della Rossa (p.2)

GOLA DELLA ROSSA

Accesso: Le vie di roccia del Monte Murano Gola della Rossa si raggiungono dalla strada statale 76 della Val d’Esino;
nel tratto Jesi – Fabriano, uscendo allo svincolo stradale di “Gola della Rossa”, voltando poi a dx all’incrocio; dritti fino al parcheggio dei camion della cava e alla casa del guardiano (tetto verde), dove si lascierà l’auto;
nel tratto Fabriano- Jesi, superata la galleria Gola della Rossa, prendere la prima uscita, voltare subito a dx e dirigersi sempre verso la casetta dopo il parcheggio dei camion della cava;
Dal parcheggio, si prosegue a piedi per strada semi asfaltata, costeggiando i finestroni della galleria alla vs. dx; dopo circa 200 mt. si è all’attacco delle prime vie.


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PARETONE OGGIONI

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Badiali – Conti: Classicissima via anni ‘60 molto bella anche se alcuni tratti in uscita sono molto delicati per la qualità della roccia.
Svil.: 200 m. Chiodatura abbondante classica a fessura.
Discesa: Dall’uscita del canale salire ancora per alcuni metri fino ad individuare dei grossi bolli rossi, seguirli verso sx. e continuare traversando, avendo i bolli come riferimento, in mezz’ora si arriva alla calata della via delle Placche Alte (vedi relazione via delle Placche).

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Bivi della solitudine: Bella salita, bella linea, chiodata a fix ma mai troppo ravvicinati; da non sottovalutare anche se le difficoltà tutto sommato sono contenute. Utili friends o nuts nei tiri chiodati lunghi.
Svil.: 220 m. circa.
Discesa: Due soluzioni. In doppia dalla via oppure per sentiero alto, come per Badiali – Conti.

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Opec 80: Via stupenda per esposizione e logicità, il diedro finale è da favola. Richiodata recentemente, le soste sono attrezzate a fix.
Svil.: 200 m. circa.
Discesa: Due soluzioni. Per la stessa via in doppia o per sentiero alto (vedi foto).

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Romagnoli – Santoni: Ora è una bella via, prima che la cava portasse via il diedro finale era bellissima. Ora usufruendo dei tre tiri iniziali della medesima e del tratto di unione Rossetti – Esposto con la Opec 80 ne esce fuori un’ascensione magnifica.
Svil.: 220m.
Discesa: In doppia dal penultimo tiro della Opec 80.

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QUINTA DELLE PLACCHE (Parte inferiore)

La Quinta delle Placche è la grande spalla di roccia che sovrasta la strada ed è situata tra il canale d’accesso alla via delle Placche ed il ghiaione sottostante il paretone Oggioni, offre 10 monotiri e 22 itinerari di salita.

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Le ali e le corna: Via di stile classico propedeutica di media difficoltà un pò sporca perché poco ripetuta e a torto, poiché potrebbe essere una bella via da corso.
Svil.: 130 m. circa fino alla quarta sosta. Protezioni a fix sui passaggi piu difficili, facile da integrare con protezioni rimovibili.
Discesa: Si consiglia di scendere in doppia dalla quarta sosta su alberello. Se si vuole continuare traversare a sx per facili rocce e vegetazione fino alla cengia d’uscita del primo tiro delle Placche alte .

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La Fessura: Via di stile classico molto dura nei singoli passaggi.
Svil.: 60 m. Protezioni abbastanza buone nel primo tiro, chiodi a fessura e vecchi spit. Secondo tiro alcuni spit. Utile firend medio grande.
Discesa: In doppia dalla via su alberello. Calate corte 30 m. (consigliate).

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SETTORE DEL GREPPO

Il settore comprende la fascia rocciosa subito sopra la strada che dal ghiaione di accesso al paretone Oggioni arriva fino alla prima vecchia mensola metallica di sostegno dei cavi elettrici. 10 mono tiri divertenti e ben protetti, a torto sottovalutati, offrono una bella arrampicata tecnica su roccia buona.

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Pinocchio finocchio: 15 m. Le difficoltà sono concentrate solo nei primi metri poi cala notevolmente.

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Mani di fata: 12 m. Inizio delicato su roccia dubbia poi due sezioni intense su roccia a buchi.

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Bacilli imbecilli: 7 m. Bella placchetta con grossi buchi ideale per chi inzia.

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Ravanando: 30m. Difficoltà continua su piccolo diedro.

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Vito: 10 m. Roccia stupenda, placca e un leggero bombè.

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Mani di pietra: 10 m. Non liberata, anche qui roccia bellissima a buchi ed un bel bombè.

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Ancora tre dita Sam: 15 m. Placca molto bella e superamento di uno strapiombetto; roccia ottima.

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Provaci ancora Sam: 10 m. Via prettamente di placca e pura aderenza, se non si bara andando a mettere i piedi sulla invitante fessura a dx.

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Les frics sont chic: 7m. Placca non banale.

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Minkia Mouse: 30 m. Facile l’inizio, poi graduale aumento delle difficoltà, arrampicata divertente in diedro nella seconda parte del tiro.

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Verso perverso: 10 m. Divertente ma non banale.

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Sara 82: Aperta a primavera 2007 la via per il suo sviluppo è la più lunga della gola; le difficoltà non superano mai il 4°+ a parte il passaggio di uscita alla sosta del terzo tiro (5°+). Il quarto tiro in alcuni punti è un po’ sporco a causa della vegetazione. Il resto della via offre una divertente arrampicata con un pizzico di sapore alpinistico.

1L.: 20 m. ( 4°; pas. 4°+; )
2L.: 20 m. ( 3°; 4°; )
3L.: 30 m. ( 4°; 4°+; 5°+; )
4L.: 30 m. ( 3°; pass.3°+; )
5L.: 30 m. ( 2°; 4°; 4°+; )
6L.: 30 m. ( 4° )
7L.: 30 m. ( 2°; 3°; )
8L.: 20 m. ( 4°; pas. 4°+; )
9L.: 15 m. ( 3°+ )

Svil.: 225 m. La via è protetta a fix nei punti più difficili (le protezioni si possono facilmente integrare con cordini su spuntoni o piante).
Discesa: La nona lunghezza termina su uno speroncino di roccia, da qui è visibile una decina di metri avanti, le tracce di sentiero, prenderlo andando verso sinistra e seguire i segni di vernice rossa che conducono ad un canale, scenderlo ( 2° ) arrivando sul terrazzino dell’ultima sosta della via delle Placche alte. Attrezzare una doppia di 35 m. fino alla base dell’ultimo tiro della suddetta, ora disarrampicando verso sx. (faccia a valle) seguire le tracce di passaggio che in 5 min. portano al sentiero di discesa (vedi anche relazione e foto della via delle placche).

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Via Sabbatini: Una grande classica per logicità e difficoltà, la roccia sempre ottima offre un’ arrampicata divertente ma mai banale, presenta qualche presa unta dai molteplici passaggi all’inizio del secondo tiro.
Svil.: 110 m. circa. Chiodi a fessura vecchi ma nei passaggi più delicati è protetta a fix. Soste attrezzate.
Discesa:
1) Dall’uscita della via si può continuare ancora per altri 100m. circa e scendere dal canalone ben evidente una volta giunti ad un gran cengione di roccia. Scendere tutto il canale fino ad incrociare il sentiero che in breve conduce alla strada (1 ora circa).
2) Dall’uscita della via prendere tracce di sentiero a sx. (faccia a monte) fino ad uno scivolo di roccia, discenderlo arrivando ad un sentierino che si traversa fino ad una ferla gialla sovrastante un canalino, scendere da quest’ultimo disarrampicando (3°+) poi sempre a sx. per roccette (3°) ad uno scivolo di roccia che immette sul sentiero che si segue fino alla strada (30 min. consigliabile).
3) Dall’uscita della via (evidente traccia) sempre faccia a monte spostarsi a dx. verso una spalla di roccia trovando una catena di sosta che offre la possibilità di scendere con due doppie da 60 m. ed una da 30 m. sfruttando le soste delle altre vie esistenti a fianco.

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M.G.M. 79: Anche questa una grande classica con bellissimi passaggi su roccia sempre ottima, le maggiori difficoltà si concentrano tutte nell’ultimo tiro.
Svil.: 70m. Ben protetta. Soste attrezzate.
Discesa: All’uscita sosta di calata, due doppie, una da 60 m. ed una da 30 m. (rispettare le lunghezze).

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Crash Down: Bellissima via su roccia quasi sempre bella se non ottima. Fare attenzione a metà del secondo tiro, prima del traverso, a non toccare un invitante grande lama di roccia.
Svil.: 70m. Ben protetta a fix. Soste attrezzate.
Discesa: All’uscita sosta di calata, due doppie da 30 m. o una da 70 m. (rispettare le lunghezze).

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Ultima ora: Anche questa è una bella via, peccato che è poco ripetuta, un po’ delicata nei primi metri per la roccia ma poi diventa veramente bella, unica pecca forse è che alterna passaggi duri a tratti facili.
Svil.: 70m. Ben protetta a fix. Soste attrezzate.
Discesa: Due calate da 30 m.in doppia su sosta con catena.

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Spigolo C.M.: Via bella e ripetutissima per le difficoltà continue anche se mai molto impegnative a parte i passaggi iniziali.
Svil.: 100m. circa. Ben protetta a fix. Soste attrezzate.
Discesa: Come per la Sabbatini.

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Rockwool: Molto molto bella, difficoltà continue per tutta la sua lunghezza e sempre su bella roccia. L’ultimo tiro nella parte alta (15m circa) è da favola.
Svil.: 70m. Ben protetta a fix. Soste attrezzate.
Discesa: Due calate da 60 m.

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Spallone del Vento: Anche questa via come le altre dello spallone è bellissima, le difficoltà sono sempre continue e sostenute; se si fanno anche le varienti diventa un bel viaggio sostenuto.
Svil.: 70m. Con varianti 100 m. Ben protetta a fix. Soste attrezzate.
Discesa: Senza varianti alte, due calate da 60 m.; con var. 3 calate da 30 m. oppure una da 30 m. e una da 60 m.

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Tana del Tanga: Ultima nata dello spallone, è anche la più difficile. Nel primo tiro presenta un tratto di roccia discreta proprio nel passaggio chiave, poi per il resto tutta molto bella, per roccia, continuità, e difficoltà.
Svil.: 70m. Protetta a fix. Soste attrezzate.
Discesa: Una calata da 60 m. e una da 30 m.

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Mosca – Cotichelli 3: Una classica di media difficoltà. Nei primi 10 m. prestare attenzione alla roccia, poi si và alla grande.
Svil.: 70 m. circa. Soste attrezzate.
Discesa: All’uscita non prendere l’evidente catena posizionata alta, ma le due ferle a destra vicino alla quercietta, due calate da 60 m. o una da 35 m. e due da 30 m.

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Mosca – Cotichelli 2: Anche questa una grande classica, le difficoltà sono quasi sempre sostenute, l’ultimo tiro è evitabile passando per l’ultima lunghezza della 1 o della 3.
Svil.: 70 m. (110 m. con le varianti di uscita). Protezioni ottime a fix e chiodi. Soste attrezzate.
Discesa: Dalla sosta in comune con le vie M.G.M 79 e Spallone del Vento, 3 calate in doppia da 30 m. oppure continuare per le varianti raggiungendo il sentiero della Via delle Placche che si scende a sx. (riferimento, come per via Sabbatini).

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Tresette col morto: Peccato sia poco ripetuta, la via è molto bella e la roccia buona come anche la chiodatura.
Svil.: 50 m. (80m. se si continua per l’ultimo tiro della M.C. 1). Protetta a fix. Soste in comune con la M.C. 1.
Discesa: Dalla sosta del secondo tiro (albero con cordini) portarsi verso sx. fino alla sosta su fix della M.C. 2 (consigliabile), da qui una calata da 60 m. o 2 da 30 m. si è alla base della parete.

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Mosca – Cotichelli 1: Come la Sabbatini è una storica classica. Ripetutissima.
Svil.: 70m. (110 m. con le varianti di uscita). Protezioni ottime a fix e chiodi. Soste attrezzate.
Discesa: Come per la M.C. 2.

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Stati di allucinazione: Via tecnica molto bella, il primo tiro presenta nei primi metri della roccia solo all’apparenza friabile, poi ottima su tutta la via. Il passaggio chiave è nel secondo tiro. L’ultimo tiro è da favola, presenta un’ arrampicata di movimento su buchi e buste.
Svil.: 70 m.
Discesa: Dalla sosta su fix 1 calata da 30 m. poi una da 60 m. fino alla strada.

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Gnometta: Via molto bella, rivalutata negli ultimi due anni dalle numerose ripetizioni. Le protezioni ottime su tutta la via permettono una salita veramente divertente.
Per l’attacco ci sono 2 alternative:
1) Prima lunghezza della Mosca Cotichelli 1.
2) Prima lunghezza di Stati di allucinazione, anche se più dura da più continuità alla via (consigliato).
Svil.: 120 m. Con il tiro iniziale e l’ultimo; 80 m. senza l’ultimo tiro.
Discesa: Dall’uscita del penultimo tiro attrezzare la doppia di 30 m. su albero e calare verso il canale di dx. (faccia a monte) arrivando su una vasta cengia erbosa, da qui per tracce e vegetazione in 5 min. si è di nuovo sulla strada.

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QUINTA DELLE PLACCHE (Parte superiore)

Accesso: L’accesso alla parte superiore avviene attraverso l’omonima via o sentiero che si imbocca appena passata la spalla della quinta. (20 m. circa a sx. della via Sabbatini, faccia a monte).

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Pellikanina rabbina: Monotiro di 30 m. che si incrocia sulla dx. salendo il canale di accesso alle placche. Diff. max. 6b.

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Via delle Placche basse: Via lunga prettamente propedeutica, si presta moltissimo per i corsi roccia e di alpinismo per apprendere i movimenti di cordata. Le difficoltà massime per la prima parte della via sono di 3°+ e 4°+ per le placche alte (escluso varianti).
Accesso: Avendo sempre come riferimento la sede stradale prendere l’evidente canale detritico situato a sx. (20 m. circa) dalla fine dello spallone di roccia. Si sale il canale fino al cavetto di acciaio, seguire per quest’ultimo, poi subito orizzontalmente verso dx. fino all’attacco della via.
Svil.: 250 m. Alcune soste attrezzate altre da attrezzare facilmente su clessidre, spuntoni di roccia o alberelli fino al gengione che funge da spartizione tra le placche basse e quelle alte (vedi foto).
Abbinamento:
1) Una volta giunti al cengione, scendere quest’ultimo verso il canale sottostante (discesa dalle Placche basse) arrivati qui, attraversare orizzontalmente verso dx. fino ad individuare la sosta di uscita del 4° tiro della Sara 82. Continuare per quest’ultima fino all’uscita della via 120 m. circa.(diff. max. pas.5°).
2) Una volta giunti al cengione, scendere quest’ultimo verso il canale sottostante (discesa dalle Placche basse), individuato il primo chiodo a fessura salire dritti (pas.5° poi 3°+); oppure salire a dx. sopra un pulpito, traversare a sx (4°) poi dritti (3°+); 20 m. sosta su chiodo all’uscita del canale o sulla pianta* dentro il canale (primo tiro delle placche alte, via originale).
Per l’ultimo tiro delle Placche Alte: Continuare verso destra una decina di metri induviduando la sosta del 5° tiro della Sara 82, salire il leggero canalino un paio di metri poi traversare a sx. Per tracce di passaggio (20 m. circa) salire una bravessima paretina di due metri di 3° e si e all’attacco dell’ultimo tiro.
Attenzione: Dopo alcuni metri non prendere per degli invitanti fix a dx. (Variante M. Mosca –Romagnoli, pass. dal 6° al 7°+ sulla costola del canale) ma traversare a sx. per le vecchie protezioni e seguirle fino all’uscita facendo sosta su catena.
Discesa: Dalla catena con una doppia da 35 m. si è all’attacco del tiro; da qui facendo percorso inverso disarrampicando si arriva alla sosta di uscita del tiro iniziale delle placche alte (quella su chiodo o sulla pianta*), ora faccia a monte sulla sx. individuare un ripido e stretto sentierino, discenderlo per circa 20 m. poi dove diventa più ampio seguirlo speditamente, in 10 min. si è di nuovo in strada.

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Cuori selvaggi al Traverso di Tarzan: Bellissima via anche se poco ripetuta con difficoltà che vanno dal 5° al 7°. Pochissimi chiodi, utili qualche cordino, friends e nuts.
Accesso:
1) Dalla strada risalire il canale che porta all’attacco della Via delle Placche, superato il cavo d’acciaio invece di traversare a dx. continuare per il ripido sentiero fin sotto delle grandi pareti giallastre. Costeggiarle verso sx. fino all’evidente diedro fessura.
2) Salire per la Via delle Placche basse e fare anche il primo tiro della parte alta. Dalla sosta scendere verso sx. per il sentiero di discesa e costeggiare le pareti giallastre individuando l’attacco alla base del diedro fessura (consigliato).
Svil.:
1L Salire alcuni m. su una rampa di roccia biancastra all’inizio del diedro e continuare dritti per la fessura fino alla sosta poco sopra (30m.; 2 ch.).
2L Risalire ora per il magnifico diedro camino fino allo strapionbo che si supera passando a sx., su placca alla fine di questa si esce sul Traverso di Tarzan (30m; 1ch.).
Dalla cengia del Traverso di Tarzan superare il tettino sovrastante e proseguire obliquando a sx. per alcuni m. poi riportarsi a dx. e risalire per il diedro fessurato fino alla sosta (30m.; 2ch.).
Traversare a dx. e risalire alcuni saltini di roccia che portano ad una cengia 20 m. più alta dell’uscita della via delle Placche Alte, scendere per l’evidente canalino fino al punto di calata della via sopra citata.
Discesa: Dalla catena con una doppia da 35 m. si è all’attacco del tiro; da qui facendo percorso inverso disarrampicando si arriva alla sosta di uscita del tiro iniziale delle Placche alte (quella su chiodo o sulla pianta*), ora faccia a monte sulla sx. individuare un ripido e stretto sentierino, discenderlo per circa 20 m. poi dove diventa più ampio seguirlo speditamente, in 10 min. si è di nuovo in strada.

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Via del disoccupato: Anche questa è una bella via poco ripetuta, la roccia è buona, pochissimi chiodi e con difficoltà che vanno dal 3° al 7°, presenta un’arrampicata di stile alpino. Anche qui utili friends, nuts e qualche cordino.
Accesso: Per l’attacco come la via precedente solo che invece di proseguire a sx. prendere il primo diedro camino, visibili i chiodi.
Svil.: 90 m.
Discesa: Dalla Via delle Placche alte.

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ASTEMI

Accesso: Dal canale detritico delle placche, continuare sulla strada per 50 m. fin sotto una grande pala rocciosa sovrastante, risalire il sentiero per alcuni metri giungendo all’attacco dei monotiri del settore basso. Continuando dritti per il sentiero in 5 min. si arriva al Bastione degli Astemi vero e proprio.

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Settore basso

Le vie di questo settore, viste le non proibitive difficoltà, si prestano moltissimo per i primi approcci con l’arrampicata. La roccia è ottima.

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Settore: Pala degli Astemi

Tre bellissime vie molto dure su roccia ottima.

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SPERONE DEL VIADOTTO

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Settore: Chez Maxime

Accesso: Per accedere al settore proseguire fino alla svolta prima del viadotto della superstrada, seguire la vecchia strada per una ventina di metri, prendere il sentiero a dx. e si è al settore.

Si può accedere al settore anche dalla base dei monotiri del settore basso degli Astemi, attraversando verso sx. su un sentiero che porta ad un cavetto d’acciaio, seguendolo si arriva all’attacco dei tiri.

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Settore: Pala bassa

Accesso: L’accesso al settore è come sopra, solo che invece di salire bisogna aggirare l’angolo.

Vie ibride, strapiombo e placca molto belle per chi ama le difficoltà.

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Settore: Pala alta

Anche queste vie sono molto belle e per piedi buoni.

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Settore basso

Vie di riscaldamento e primi passi.

Semplici ma da non sottovalutare.

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PARETONE “AL GIARDINO D’ESTATE”

Accesso: Visto il mutare degli eventi, le possibilità di accesso sono:
1) Dal passaggio a livello posto tra l’abitato di Serra S. Quirico e la Gola della rossa superato il ponte sul fiume, seguire le indicazioni per Castelletta, dopo aver superato gli uffici dell’acquedotto,un centinaio di m. sulla dx. lasciare l’auto sullo spiazzo dell’ansa del fiume. Scavalcare la recinzione dei lavori di raddoppio ferroviario e continuare per la comoda sterrata fino allo spiazzo con un container che funge da ufficio. Spalle al container salire frontalmente fino alla recinzione, qui un varco immette sul sentiero.
2) Lasciata l’auto (come prima) continuare per la strada asfaltata fino ad un sentiero ben visibile sulla dx. che segue l’andamento dei tralicci per poi immettersi dopo 500 m. circa, sul sentiero originale.
(vedi foto seguenti)

3) Nella buona stagione il livello del fiume è basso e permette di guadarlo. Il punto migliore è situato sotto la casa del custode ( P ). Attraversare il fiume e seguire il sentiero verso dx. per 200 m. poi salire dritti verso la parete.

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SETTORE DEL VERNINO

Accesso: Dalla casa del custode seguire per la vecchia strada, passata la seconda cava dopo 300 m. circa si arriva ad una carrareccia sulla dx. punto di partenza e di ritorno. Si può accedere anche dal versante Pontechiaradovo.
Svil.: La cresta del Vernino si sviluppa per circa 850 m. fino al ricongiungimento con il sentiero omonimo. Le difficoltà a parte il primo tratto (passaggi di 4°) non superano mai il 2° e la parte finale è un sentiero abbastanza agevole tra poca vegetazione.
L’attacco diretto è più difficile con passaggi di 5°+. Da quest’ultimo si può continuare verso la cresta sia passando a sx. del bastione sovrastante per sentiero o arrampicando per lo spigolo S.S.O. con difficoltà fino al 6°+ all’uscita del tiro si è sulla sella dell’attacco originale alla cresta.
Discesa: Una volta incrociato il sentiero alto della Valle del Vernino continuare per questo verso sx. scendendo, in un’ora si arriva alla strada.

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FALESIA DEL LATIFONDO

Accesso: Dalla superstrada Ancona – Roma uscire allo svincolo Grotte di Frasassi, seguire le indicazioni e attraversare gli abitati di Falcioni e Pontechiaradovo, superato il passaggio a livello e il ponte sul fiume, prendere a dx. (passando sotto la falesia di Pontechiaradovo), dopo il curvone 100 m. circa, sulla dx. si giunge ad una strada con sbarra metallica, lasciare l’auto e proseguire a piedi per la medesima fino alla cava, qui giunti, proseguire verso sx. tenendo come riferimento il margine della cava, dove questo finisce inizia la falesia.

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Settore Destro

18 – Schicchera, 12m., 5a
19 – 4 Gatti, 10m., 7a

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Settore Centrale

14 – Scorticata, 13 m., 5b
15 – Jordan, 12m., 5c
16 – Cuore di roccia, 12m, 5c+
17 – Tecnico del suono, 13m., 5c

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Settore sinistro

10 – La morale del Lepronte, 6c+
11 – Welcam Bruno Vitali, 6b+
12 – Classic climber, 6°+
13 – Fessura, 6c

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1 – La notte che attaccammo il centro, 7a+
2 – Zona Cesarini, 6b+
3 – Il martello, 6a
4 – Incanto d’autunno, ?
? – ?, 6c?
5 – I buchi dei biechi bachi, nl
6 – Tre anni e poi, 6°+
7 – Il guado, ?
8 – Bugs life, 7b
9 – Gli acari e la mosca, 6c

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