Se non puoi allenare le braccia ……

Prenderà il via domenica 16 maggio la 35° edizione della Primavera Fabrianese, la ormai tradizionale marcia in montagna organizzata dal Club Alpino Italiano di Fabriano.

La marcia si snoderà sui due itinerari tradizionali che attraversano alcune delle zone più suggestive dell’Appennino fabrianese: il percorso classico di 22 km, partendo dai giardini di viale Moccia, transita per i Monticelli, raggiunge il monte Puro e l’eremo di Val di Sasso per poi ritornare a Fabriano; il percorso ridotto di 13 km, adatto a tutti, anche a famiglie e bambini, compie il giro completo del Monte Fano prima di ricondurre i partecipanti in città.

Naturalmente i due percorsi possono essere affrontati con andatura libera, correndo oppure camminando, per gustare meglio il contatto con la natura. L’orario limite delle 14,30 entro il quale completare l’itinerario consente a tutti di essere al traguardo in tempo per un meritato ristoro e per le premiazioni finali.

La quota di partecipazione e’ di € 6,00 ed è comprensiva del servizio ristori lungo il percorso ed al traguardo, e di un omaggio per tutti i partecipanti che completeranno uno dei due itinerari.

Sono previsti premi speciali per le famiglie ed i gruppi più numerosi; verranno premiati i primi arrivati, sia uomini che donne, dei due percorsi ed i primi arrivati per ogni categoria di età. Ci saranno inoltre premi anche per il concorrente più giovane e quello meno giovane, per tutti i bambini, per il concorrente che arriva da più lontano e anche per l’ultimo che taglia il traguardo.

Danza in corda doppia

Per tutti coloro che non hanno potuto vedere il primo tempo di “Stelle e Tempeste” di Gaston Rebuffat, che abbiamo trasmesso alla Rassegna Cinecai, pubblichiamo comumque la chicca finale …. buona visione

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Recensione di “E’ buio sul ghiacciaio” di Hermann Buhl

buhl.jpgVorrei inaugurare un nuovo spazio dedicato ai libri di montagna, per poter condividere le nostre letture e le nostre riflessioni. La letteratura di montagna è assai vasta ma purtroppo rimane una letteratura di nicchia, sia per i temi trattati che per la qualità delle opere, in molti casi veramente scadenti dal punto di vista letterario. La relazione alpinista/scrittore è stata sempre molto controversa e difficilmente ha trovato un equilibrio stabile. Eppure, alcuni testi “sacri” della letteratura di montagna dimostrano che è possibile dar vita ad un’opera d’arte non solo per aver disegnato la linea perfetta su di una montagna, ma anche per averla tracciata sul foglio di carta facendo rivivere esperienze ed emozioni a migliaia di lettori.

Il testo di Buhl (mi riferisco al testo originario di cui questo libro è una ristampa – il materiale aggiunto, i diari e gli scritti di Kurt Diemberger, a mio avviso non aggiunge nulla, anzi appesantisce non di poco la lettura), fa parte del filone probabilmente più prolifico degli scritti di montagna, la descrizione romanzata delle ascensioni compiute.
Si parte dal ragazzino gracilino che chiunque avrebbe dato per spacciato alla prima folata di vento, si passa per le prime ascensioni nel Wilder Kaiser, al viaggio clandestino nelle Dolomiti nel ’46, gli allenamenti e le salite invernali, fin alla salita alla nord dell’Eiger, trampolino di lancio per gli ottomila. Poi il bellissimo capitolo sul Nanga Parbat e per fortuna non una parola sugli strascichi di polemiche successivi alla conquista di questo gigante himalayano.
Forse la bellezza di questo libro sta proprio nella leggerezza dei racconti, nella capacità di relegare gli odii e i battibecchi in un mondo “altro”, distante dalle montagne per le quali traspare un amore incondizionato.
…. Dimenticavo, il libro non è stato scritto con la piccozza!!!

2007 – Casa Ed. Corbaccio
Costo: un occhio della testa (€ 19,60)

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